Abbiamo selezionato e raccolto,terminologie chiave dei settori in cui operiamo, tentando di tradurle in termini più comprensibili. Qui di seguito analizziamo circa 50 terminologie, sufficienti appena per potersi orientare in un mondo vasto e complesso come quello dell'industria energetica.

ANIDRIDE CARBONICA
Carbon dioxide
Componente naturale dell'atmosfera, di formula CO2, gas pesante, inerte, incolore, inodore, non tossico e non infiammabile.
Il significativo aumento della sua concentrazione in atmosfera è dovuto all'uso di combustibili fossili. Questo gas contribuisce più di altri all' effetto serra.
ANIDRIDE SOLFOROSA
sulfur dioxide
Gas incolore, soffocante, velenoso, di formula SO2, prodotto nella combustione dello zolfo e di combustibili fossili che contengono zolfo (petrolio, carbone, lignite, ecc.).
Nell'aria si ossida ulteriormente formando acido solforico che provoca i fenomeni di acidificazione (Piogge acide).
BIOENERGIA
Bioenergy
Energia derivante da processi di trasformazione di bioprodotti quali biomasse cerealicole, lignocellulosiche, deiezioni animali, eccedenze alimentari, rifiuti urbani cartacei, ecc. è un' energia rinnovabile, non provoca aumenti di gas serra (in quanto la CO2 prodotta durante la combustione viene riassorbita dalla biomassa in fase di sviluppo) e si utilizza nella forma di biofuels (carburanti come etanolo e metanolo), bioelettricità, calore, biogas
BIOGAS
Formazione di gas, per fermentazione anaerobica in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) di rifiuti industriali e agricoli o fanghi dei trattamenti delle acque urbane. Il metano contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia.
BTU (British thermal unit)
Unità del sistema tecnico anglosassone per la misura della quantità di calore, dell'energia e del lavoro. Era definita nel passato come la quantità di calore necessaria per aumentare, a pressione atmosferica (29,92 pollici di mercurio), la temperatura di una libbra d'acqua da 59,5 a 60,5°F oppure da 39,2 a 39,3°F, assumendo un valore equivalente a 1054 ÷ 1059 joule. Allo scopo di far coincidere i valori dei calori specifici misurati in kcal/(kg • K) con quelli misurati in Btu/(lb • °F), è stata definita la "Btu internazionale" esattamente pari a 1055,56 joule. Multipli della Btu sono il therm, corrispondente a 100.000 Btu ed il Decatherm, corrispondente a 10 therm (MMBtu). La quantità di calore contenuta in un combustibile viene espressa in Btu nei paesi anglosassoni.
BTZ (Combustibile a Basso Tenore di Zolfo)
fuel oils
Distillati pesanti o residui della distillazione o di altre operazioni di raffineria, usati per la produzione di calore per l'industria (forni e caldaie) e per il riscaldamento domestico o per la produzione di energia (motori). L'olio combustibile denso (Bunker C fuel oil) è molto usato dall'industria per il riscaldamento, per la propulsione delle navi e quale combustibile negli impianti per la produzione di energia termoelettrica. L'olio per il riscaldamento (heater oil) è il tipo più pregiato di olio combustibile, mentre l'olio combustibile denso (heavy fuel) è un residuo di qualità meno pregiate, usato per forni e caldaie industriali. La classificazione degli oli combustibili è basata sulla viscosità (oli fluidissimi, fluidi, semifluidi, densi) e sul contenuto in zolfo che, in Italia, per la "legge antismog" non deve essere superiore per l'olio fluido al 3%, per l'olio denso ATZ (alto tenore di zolfo) al 4%, per l'olio denso BTZ (basso tenore di zolfo) all'1%.
Negli Stati Uniti gli oli combustibili sono classificati, secondo i "gradi", con i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6. Gli oli combustibili distillati rientrano nei gradi n. 1, 2, 3, 4; gli oli combustibili residui nei gradi n. 5 e 6. Il combustibile n. 1 è un olio combustibile leggero usato per il riscaldamento e cottura dei cibi; il n. 2 ed il n. 3 sono oli medio-leggeri per riscaldamento domestico centralizzato; il n. 4 è un distillato più pesante o una miscela di oli distillati e di oli residui, utilizzato per riscaldamento commerciale a piccola scala; il n. 5 e il n. 6 sono oli residui medio-pesanti che richiedono preriscaldamento, utilizzati per riscaldamento commerciale a grande scala. L'olio combustibile n. 6 è detto anche Bunker C.
CABINA DI DECOMPRESSIONE
Gas governor station
Impianto che permette di ottenere una notevole diminuzione della pressione del gas tramite laminazione, mantenendo un determinato valore di pressione di valle indipendentemente dalla portata di travaso e dalla pressione di monte. Trova il suo impiego in prossimità delle utenze o dove è necessario mettere in comunicazione gasdotti operanti a pressioni differenti.
CALORE
Heat
Energia che si trasmette da un corpo più caldo ad uno più freddo, trasformandosi in energia interna del corpo ricevente. Il calore non si trasmette mai spontaneamente da una sostanza più fredda ad una più calda (Energia).
CALORIA (cal)
calorie
Unità di misura della quantità di calore e dell'energia. La caloria è la quantità di calore che si deve fornire alla massa di un grammo di acqua distillata, alla pressione atmosferica, per innalzare la sua temperatura di 1°.
La quantità di calore fornita dipende dalla temperatura dell'acqua e si hanno perciò diverse definizione della caloria:
- calorie (15°C): innalzamento della temperatura da 14,5 a 15,5°C; 1 cal = 4,1855 J (è la caloria storica);
- calorie (20°C): innalzamento della temperatura da 19,5 a 20,5°C; 1 cal = 4,1819 J;
- calorie (thermochemical): innalzamento della temperatura da 16,5 a 17,5°C; 1 cal = 4,184 J;
- calorie (international): 1 cal = 4,1868 J.
La differenza tra le diverse definizioni della caloria è trascurabile nella maggior parte delle applicazioni industriali. L'uso dell'unità di misura caloria è vietato da una Direttiva CEE, ma l'uso dei suoi multipli è tuttora diffuso a livello internazionale. La caloria internazionale è la più utilizzata.
La caloria è detta anche grammo-caloria (gram calorie) e piccola caloria (small calorie). Il suo multiplo kilocaloria (kilocalorie), con simbolo kcal (e non Cal), equivale a 1.000 calorie ed è detta anche "grande caloria" (great calorie). Il nome caloria deriva dal passato, quando si credeva che il calore fosse un fluido invisibile chiamato "calorico".
CARBONE
coal
Minerale originato dalla carbonificazione (distillazione in assenza di aria) di materiale vegetale, soprattutto legno, che si è accumulato in ambiente anaerobico e che è stato sepolto da una coltre sedimentaria. Il carbone ha la proprietà di bruciare con reazione fortemente esotermica. Nell'analisi dei diversi tipi di carbone vengono determinati l'umidità, le materie volatili, il tenore delle ceneri, il carbonio fisso e lo zolfo. Secondo la classificazione geologica, il carbone può essere suddiviso in:
- torba (peat): carbone relativamente recente formatosi in seguito alla decomposizione lenta di vegetali, generalmente palustri, in presenza di acqua ed organismi anaerobici. Umidità fino al 75%;
- lignite (brown coal): carbone proveniente da piante arboree. Presenta tracce visibili delle materie prime vegetali ed è di formazione relativamente recente. A contatto con l'aria tende facilmente a polverizzarsi e a liberare materie volatili. è di difficile immagazzinaggio e trasporto, perché presenta forti rischi di combustione. Ha umidità superiore al 21%;
- litantrace sub-bituminoso (sub-bituminous coal): carbone fossile, di aspetto nero e legnoso, che si polverizza abbastanza lentamente a contatto con l'aria. La sua combustione sviluppa una grande quantità di fumo. Viene impiegato principalmente per la produzione di vapore nelle centrali elettriche.
- litantrace bituminoso (bituminous coal): è il carbone per antonomasia, quello più comunemente utilizzato nel commercio internazionale per la produzione di energia elettrica. Le sue sostanze volatili variano dal 14% ad oltre il 40%, mentre l'umidità non supera il 21% (ma per il seaborne trade - cioè il carbone trasportato via mare - è inferiore al 12%). Produce fumo nella combustione, si decompone facilmente se esposto all'aria;
- antracite (anthracite): carbone di rango più elevato di tutti, caratterizzato da una percentuale di materie volatili inferiore al 10% e da una elevata percentuale di carbonio. L'antracite ha un aspetto lucido metallico, brucia lentamente senza fumo, non è usata nella produzione di energia elettrica per il suo alto costo e la sua difficile reperibilità.
Nella terminologia anglosassone si intendono con hard coal l'antracite e i carboni bituminosi, con brown coal i carboni poco bituminosi e la lignite.
CARBONIO (compressione nei motori a ciclo Diesel)
produce energia meccanica. I carburanti costituiscono la fonte di energia per i motori degli attuali mezzi di trasporto. I carburanti più impiegati sono quelli derivanti dal petrolio: benzina, GPL, kerosene, jet fuel, gasolio.
carbon
Elemento chimico, con simbolo C, costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. è alla base della chimica organica detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. è molto diffuso in natura, ma non è abbondante. Allo stato di elemento si trova come grafite e diamante. Nell'atmosfera è presente come anidride carbonica (CO2), proveniente dai processi di combustione, oltre che da fenomeni di vulcanismo. Esiste un isotopo del carbonio, il C14, che è radioattivo e serve, per questa sua proprietà, a scopi analitici (datazione) e scientifici come "tracciante" per lo studio di processi chimici complessi.
CENTRALE DI COMPRESSIONE
compression station
Impianto costituito da più compressori, generalmente azionati da turbine a gas, avente lo scopo di innalzare la pressione del gas.
Le centrali di compressione si dividono ulteriormente in:
- centrali di compressione di linea (transmission station), quando sono ubicate lungo i gasdotti di importazione e lungo le principali linee nazionali di trasporto allo scopo di fornire al gas in transito la pressione necessaria per vincere le perdite di carico lungo il tubo;
- centrali di stoccaggio (storage station), quando sono ubicate nelle immediate vicinanze di un giacimento di stoccaggio allo scopo di fornire al gas naturale la pressione necessaria per esservi iniettato.
CLOROFLUOROCARBURI (CFC)
chlorofluorcarbons
Derivati del metano (CH4), dell'etano (C2H6) e del propano (C3H8), nei quali tutti gli atomi di idrogeno sono stati sostituiti con atomi di cloro e fluoro. Sono denominati anche freon e sono costituiti da prodotti gassosi, inerti, facilmente liquefacibili, impiegati per lungo tempo, come propellenti di aerosol, fluidi di circuiti frigoriferi, agenti espandenti, ecc. Sono chimicamente inerti; proprio questa proprietà consente loro di arrivare in stratosfera, dove vengono scissi con reazione fotochimica, cedendo cloro che reagisce con l'ozono che si trova nelle fasce alte dell'atmosfera, contribuendo a ridurne lo spessore fino ad eliminarlo (buco dell'ozono).
Le nuove norme ecologiche prevedono la sostituzione dei CFC con gli idroclorofluorocarburi (HCFC) che sono più facilmente biodegradabili.
COGENERAZIONE
cogeneration
Produzione combinata di energia elettrica e calore. Può essere realizzata mediante:
- il vapore prodotto da una centrale termica, nella quale tutto il vapore proveniente dalle caldaie passa attraverso dei turbogeneratori, producendo elettricità.
Esso può essere prelevato in stadi intermedi o allo scarico della turbina come calore a bassa pressione per alimentare processi industriali, per il riscaldamento urbano, ecc. In base alla domanda, la produzione prevalente può essere l'elettricità o il vapore;
- una turbina a gas (turbogas) o un motore a combustione interna, destinati alla produzione elettrica, mentre il calore (in questo caso un sottoprodotto) viene ottenuto dai gas di scarico.
L'utilizzazione di un impianto di cogenerazione in un processo industriale (o in una attività commerciale), che assorbe contemporaneamente sia energia elettrica sia termica consente, generalmente, di ottenere un notevole beneficio nel contenimento dei consumi rispetto a una generazione indipendente di energia elettrica e termica e quindi una riduzione dei costi e dell' impatto ambientale.
COMBUSTIBILE
Combustion
Processo chimico di rapida ossidazione del combustibile che si combina con l'ossigeno (comburente) atmosferico o appositamente prodotto, con notevole sviluppo di calore. Il processo di combustione avviene in una camera di combustione o combustion chamber (recipiente, locale, spazio di un impianto industriale, caldaia, forno, motore) in cui i componenti della combustione vengono bruciati, previo innesco localizzato della reazione di ossidazione (accensione).
commissionamento, contratto di
Tipo di contratto con i gestori delle stazioni di rifornimento, che mantiene la proprietà del prodotto alla società petrolifera sino al momento della vendita.
CONDIZIONI DI MISURA DEL GAS
gas measurement conditions
Il gas viene misurato in condizioni che possono essere diverse da paese a paese e che possono fare riferimento ad unità metriche o ad altri sistemi di misura e a un gas secco o saturo. Le condizioni di temperatura e pressione assoluta stabilite dall'IGU (International Gas Union) per il gas sono:
- condizioni standard (at standard conditions): 15°C e 1,01325 bar (= pressione atmosferica a livello mare), a gas secco;
- condizioni normali (at normal conditions): 0°C e 1,01325 bar, a gas secco.
DEPOSITO FISCALE
Deposito per prodotti petroliferi per i quali non sono stati ancora assolti gli oneri fiscali. Lo saranno al momento dell'uscita del prodotto.
DENSITA' CONVENZIONALI
Valori di riferimento convenzionalmente adottati per fini fiscali per caratterizzare alcuni prodotti petroliferi: Benzina super = 0.732 kg/litro; Gasolio = 0.835 kg/litro; Petrolio (kerosene) = 0.791 kg/litro; GPL = 0.565 kg/litro.
DISTILLAZIONE/RAFFINAZIONE
Refining
Trasformazione del petrolio greggio in un certo numero di derivati. Dopo aver eliminato alcuni sali spesso presenti (desalting), si procede al frazionamento del greggio per distillazione (vedi Topping) ricavandone diverse frazioni (tagli) di idrocarburi in funzione del loro punto di ebollizione. Le frazioni principali sono: gas di petrolio liquefatti (GPL), benzina leggera, nafta, kerosene, gasolio e residui. Se si disponesse solamente della tecnica del topping si otterrebbe, per ogni tipo di greggio, una combinazione di prodotti base in proporzioni costanti che non corrisponderebbe necessariamente ai fabbisogni del mercato. A valle del topping si utilizzano pertanto altri processi di raffinazione (cracking, visbreaking, coking, reforming, isomerisation, alkylation, ecc.) che consentono di modificare la resa del greggio sia nella quantità sia nella qualità dei prodotti, in base alle diverse richieste stagionali dei prodotti stessi.
EFFETTO SERRA
greenhouse effect
Fenomeno fisico che provoca il riscaldamento nello spazio racchiuso tra il vetro della serra e il terreno, dovuto al fatto che il vetro è trasparente alla luce visibile (ossia lascia entrare la radiazione solare ad onde corte) che colpisce il terreno, il quale riemette poi parte dell'energia ricevuta come radiazione infrarossa, che il vetro non lascia passare.
Nell'atmosfera vi sono gas, principalmente anidride carbonica, ma anche protossido di azoto (N2O), metano (CH4), ozono (O3), vapor d'acqua, ecc., che si comportano come il vetro della serra. L'aumento di questi gas dovuto alle attività dell'uomo può portare ad un aumento della temperatura della Terra e a cambiamenti climatici.
GALLONE
Gallon
Unità di misura di volume utilizzato in USA e UK per la misura dei liquidi. È 1 gal (UK) = 4,54609 litri, 1 gal (US) = 3,78541 litri. Sono detti anche "gallone imperiale" (imperial gallon) e "gallone americano" (american gallon).
GAS, trattamento del
gas conditioning
Trattamento di un gas combustibile per impartirgli caratteristiche particolari. Ad esempio, per aumentare il potere calorifico, si possono eliminare le frazioni inerti, oppure aggiungere una percentuale di un gas a potere calorifico maggiore. Fa parte del trattamento l'eliminazione di costituenti nocivi (ad esempio lo zolfo) e l'aggiunta al gas di sostanze di odore sgradevole, che rendono possibile il suo riconoscimento in caso di fughe.
GAS DI PETROLIO LIQUEFATTO (GPL)
Liquefied Petroleum Gas (LPG)
Miscele di idrocarburi aventi molecole con 3 atomi di carbonio (propano e propilene) o 4 atomi di carbonio (butani e buteni), gassosi a temperatura ambiente e pressione atmosferica, ma liquefacibili, a temperatura ambiente, per sola moderata compressione (2 ÷ 8 atmosfere).
Questa loro peculiarità permette di immagazzinarne quantitativi rilevanti in recipienti metallici di agevole maneggiabilità (bombole e "serbatoietti"), consentendone il largo impiego come combustibile, prevalentemente domestico, ma anche per autotrazione e per attività produttive medio/piccole.
I gpl si ottengono in raffineria sia dal frazionamento primario del greggio sia da altri processi successivi (Topping, Reforming, Cracking). Si distinguono commercialmente in propano (min. 85% C3), impiegato anche per usi tecnologici particolari, butano (min. 85% C4), GPL miscela (C3 e C4 in proporzioni variabili).
GAS NATURALE
natural gas
Fonte primaria di energia, prevalentemente di origine fossile.
Il gas naturale è una miscela combustibile di sostanze gassose (costituita da idrocarburi e non idrocarburi) che viene estratta da una roccia serbatoio.
I gas appartenenti alla famiglia degli idrocarburi sono metano, etano, propano e butano mentre quelli costituiti da non idrocarburi sono principalmente rappresentati da CO2, N2, H2S.
Il gas naturale si accumula in giacimenti, cioè in volumi circoscritti del sottosuolo, dove le rocce porose e le sovrastanti rocce impermeabili assumono una speciale conformazione detta trappola che impedisce al gas di sfuggire verso la superficie. I consumi annui di gas naturale nel mondo si sono triplicati negli ultimi 30 anni passando da 718 miliardi di m3 a circa 2.100 miliardi di m3 nel 1995.
Le riserve di gas nello stesso periodo sono aumentate di quasi 5 volte e la loro consistenza a metà degli anni 90 è di oltre 140.000 miliardi di m3 che tradotta in tep è di poco inferiore (98%) a quella dell'olio. Esse sono localizzate principalmente nella ex Unione Sovietica (40%) e nel Medio Oriente (32%) e la loro durata, attualmente stimata attorno ai 65 anni, è sensibilmente superiore a quella dell'olio (40 anni).
GAS NATURALE, stoccaggio del
Natural gas storage
Insieme delle riserve di gas naturale immediatamente disponibili per fare fronte al consumo invernale (tre volte quella estiva) e a domande eccezionali. Come il sistema di trasporto e di distribuzione, lo stoccaggio deve sopperire alla maggior domanda causata da un freddo anche eccezionale (con probabilità di accadere una volta ogni venti anni). Inoltre lo stoccaggio deve essere in grado di integrare eventuali temporanee riduzioni delle importazioni del gas naturale causato da motivi tecnici-commerciali, e tale ruolo è tanto più importante, quanto maggiore è la dipendenza dalle importazioni.
La costituzione di riserve di gas, possibilmente in zone prossime ad aree a forti consumi, può essere realizzata mediante l'utilizzazione di:
- giacimenti a gas prossimi all'esaurimento (durante i periodi di bassi consumi, in genere nell'estate, il gas proveniente da giacimenti lontani o dall'importazione viene pompato nel giacimento di stoccaggio per esserne estratto durante i periodi di punta della richiesta);
- serbatoi negli stabilimenti di rigassificazione del gas naturale liquefatto (Gas naturale liquefatto), che permettono una rapida conversione e disponibilità di gas naturale.
Anche le dorsali di trasporto della rete di gasdotti, in cui la pressione di esercizio è più elevata della pressione di distribuzione, possono essere considerate serbatoi di stoccaggio da usare per i periodi di punta giornalieri.
GAS NATURALE LIQUEFATTO (GNL)
Liquefied Natural Gas (LNG)
Gas naturale, costituito prevalentemente da metano liquefatto per raffreddamento a -161°C, a pressione atmosferica, allo scopo di renderlo idoneo al trasporto mediante apposite navi cisterna (Navi metaniere) oppure allo stoccaggio. Per essere utilizzato, il prodotto liquido deve essere poi riconvertito allo stato gassoso in particolari impianti di rigassificazione e portato alla pressione di esercizio dei gasdotti.
GASSIFICAZIONE
Gasification
Processo di conversione del carbone a composti gassosi quali ossido di carbonio, anidride carbonica, idrogeno, metano e miscele di essi. La conversione avviene facendo reagire il carbonio con aria o ossigeno o vapore o loro miscele. La gassificazione con ossigeno produce un gas a medio potere calorifico (circa 3.000 kcal/m3) che può essere impiegato per usi industriali, sintesi chimiche, produzione di energia elettrica. Il gas prodotto attraverso opportuni processi può essere convertito in metano dando origine ad un gas del tutto intercambiabile con il gas distribuito nella rete dei metanodotti. Il gas da carbone può essere anche convertito in prodotti liquidi aventi caratteristiche analoghe a quelle dei prodotti petroliferi (Fischer Tropsch).
IDROCARBURI
hydrocarbons
Composti chimici formati da 2 soli elementi, carbonio e idrogeno (gassosi, liquidi o solidi). Il carbonio è sempre tetravalente, ma 2 atomi di carbonio possono scambiarsi tra di loro 1, 2, 3 legami. Per la loro diversa struttura molecolare essi hanno proprietà fisiche e chimiche diverse e sono quindi in grado di essere utilizzati in moltissimi campi. Enorme è l'importanza degli idrocarburi che sono i principali componenti del greggio e del gas naturale.
La loro caratteristica è che si ossidano rapidamente (cioè bruciano) liberando energia termica che può essere utilizzata producendo energia secondo tecnologie estremamente flessibili.
Essi inoltre forniscono la materia prima indispensabile all'industria chimica moderna che è per questo detta petrolchimica.
Gli idrocarburi possono essere raggruppati in modi diversi. Un metodo molto comune è quello di suddividerli in:
- idrocarburi alifatici (a catena aperta)
saturi: - paraffine o alcani (CnH2n+2)
insaturi: - olefine o alcheni (CnH2n)
- diolefine o alcadieni (CnH2n-2)
- acetilenici o alchini (CnH2n-2)
- idrocarburi ciclici (a catene chiuse)
saturi: - naftenici o cicloparaffine o cicloalcani
insaturi: - aromatici
- cicloolefinici
Negli idrocarburi alifatici la catena aperta può essere lineare (e si hanno le normal-paraffine e le normal-olefine) oppure ramificata (e si hanno le isoparaffine e le isoolefine).
Negli idrocarburi paraffinici gli atomi di carbonio sono uniti da un solo legame, mentre nelle olefine vi sono 2 atomi di carbonio che hanno un doppio legame, negli acetilenici 2 atomi di carbonio si scambiano un triplo legame (H-CºC-H), nelle diolefine vi sono 2 coppie di atomi di carbonio che hanno un doppio legame.
Gli idrocarburi ciclici saturi sonoisomeri delle olefine e il loro nome deriva da quello delle paraffine, preceduto dal prefisso "ciclo": ciclopentano (C5H10), cicloesano (C6H12), ecc. Gli idrocarburi ciclici insaturi sono caratterizzati da uno o più anelli benzenici. L'anello benzenico è formato da 6 atomi di carbonio ciascuno dei quali ha, alternativamente, un legame singolo o uno doppio con l'atomo di carbonio adiacente.
Il grande numero di atomi di carbonio che possono far parte delle molecole degli idrocarburi, la possibilità di scambio di valenze diverse tra gli atomi di carbonio, l'isomerizzazione, rendono pressoché illimitato il numero dei possibili composti del carbonio. Si stima siano oltre 3 milioni i composti già conosciuti e che circa 100.000 ne vengano isolati o sintetizzati ogni anno.
LIQUEFAZIONE
Liquefaction
Passaggio del gas naturale allo stato liquido dallo stato aeriforme, mediante aumento della pressione e/o riduzione della temperatura oltre il limite critico. Questo procedimento viene adottato in raffineria e nella separazione di idrocarburi liquefacibili dal gas naturale. La liquefazione del gas naturale mediante raffreddamento, a pressione atmosferica, può essere sfruttata per trasportarlo dai mercati di produzione a quelli di utilizzazione. Il 4% del gas commercializzato viene liquefatto e il Giappone ne è il maggior utilizzatore.
METRO CUBO STANDARD (Sm3)
Standard cubic meter
Unità di misura di volume usata per i gas, in condizioni "standard", ossia alla pressione atmosferica e alla temperatura di 15°C.
MONOSSIDO DI CARBONIO
carbon monoxide
Gas incolore e inodore, velenoso, prodotto dalla combustione incompleta del carbonio. è tossico anche a livelli non elevati di concentrazione, perché si combina facilmente con l'emoglobina del sangue, rendendola incapace di trasportare ossigeno. Una concentrazione in aria dell'1% può provocare la morte in 10 minuti. Contribuisce indirettamente all'effetto di riscaldamento globale. Una fonte di CO è la combustione nei motori a scoppio, soprattutto all'avvio del motore, nei motori alimentati con miscele molto ricche.
NORMAL METRO CUBO (Nm3)
Normal cubic meter
Unità di misura del volume usato per i gas, in condizioni "normali", ossia alla pressione atmosferica e alla temperatura di 0°C. Si usa anche per la misura del gas liquido (GPL).
La relazione esistente tra il normal metro cubo e il metro cubo standard è: 1Nm3 = 1.056 Sm3.
ODORIZZANTE
odorizer
Sostanza dotata di odore particolare, generalmente a base di mercaptani, che si aggiunge al gas naturale e al gas liquido (GPL) per facilitare l'individuazione di una eventuale perdita da tubazioni, apparecchiature, ecc.
Odorizzanti di natura diversa rispetto ai precedenti vengono talvolta impiegati in particolari lubrificanti (esempio fluidi per la lavorazione dei metalli) per coprire odori sgradevoli.
OSSIDI DI AZOTO
nitrogen oxides
Composti con formula NxOy, che comprendono tutta la serie delle specie azotate (N2O, NO, NO2, N2O3, ecc.) che possono formarsi durante la combustione di composti contenenti azoto. Con la formula NOx si indicano generalmente il monossido di azoto (NO) e il biossido di azoto (NO2).
Gli NOx possono agire con altri gas e contribuire, come precursori, alla formazione degli ossidanti fotochimici, ad esempio l'ozono troposferico.
Inoltre essi riducono la crescita delle piante e favoriscono il fenomeno di acidificazione dell'acqua e del suolo.
PETROLIO
petroleum
Termine generale che nella lingua anglosassone indica una miscela naturale di idrocarburi e di altre sostanze, in fase liquida (olio), gassosa (gas naturale) e solida (bitumi e asfalti). Nelle lingue neolatine (italiano e francese) questo termine viene di norma usato in senso più restrittivo per indicare solo la sua componente liquida (olio).
Il petrolio si concentra in rocce serbatoio, ossia in volumi circoscritti del sottosuolo dove particolari conformazioni delle rocce porose (Roccia serbatoio) e delle sovrastanti rocce impermeabili (Rocce di copertura) definite trappole ne impediscono la dispersione verso la superficie. La produzione è aumentata di 8 volte negli ultimi 50 anni passando da 400 milioni di tonnellate nel 1946 a oltre 3.200 milioni di tonnellate nel 1995. Il petrolio contribuisce con il 40% al fabbisogno mondiale di energia collocandosi al primo posto tra le fonti primarie di energia, seguito dal carbone (27%), dal gas naturale (23%) e dall'energia elettrica (10%). Le sue riserve attuali, stimate attorno a 140 miliardi di tonnellate, 2/3 delle quali localizzate nel Medio Oriente, hanno una durata di circa 40 anni.
La genesi del petrolio era dibattuta fin dall'inizio del 1800 fra i sostenitori di un'origine inorganica (il petrolio sarebbe un prodotto dell'attività di rocce fuse o magmi) e gli assertori di un'origine organica (il petrolio sarebbe derivato dalla decomposizione di organismi fossilizzati nelle rocce). Negli anni settanta i risultati di moderne e approfondite ricerche geochimiche, di esperimenti di laboratorio e di studi e osservazioni geologiche hanno dimostrato in modo inconfutabile che i depositi di olio e gas del mondo si sono originati principalmente per un lento processo di alterazione termica (cracking termico nel corso dei tempi geologici a temperature relativamente basse fra 50 e 200°C) della materia organica dispersa nelle rocce sedimentarie (Kerogene). In pratica, durante lo sprofondamento delle rocce madri nei bacini sedimentari, si genera gas batterico nella prima fase di seppellimento a basse temperature (< 50°C) e successivamente, per progressivo aumento della temperatura, olio e gas umidi ed infine, nella fase finale dell'alterazione termica della materia organica, solo gas secco. Le moderne conoscenze sull'origine del petrolio hanno avuto importanti risvolti pratici sull'esplorazione petrolifera, che è stata indirizzata in modo più selettivo verso le aree in cui si sono verificate le condizioni più favorevoli alla formazione e all'accumulo del petrolio.
PIG
Apparecchiatura che viene utilizzata per pulire e ispezionare una condotta (oleodotto, gasdotto, ecc.). Il pig di pulizia (cleaning pig) può essere in acciaio o in gomma, monta spazzole, dischi ed altri accessori per poter pulire l'interno della condotta dai depositi di sporcizia. I pig utilizzati durante l'esercizio di una condotta (batching pig, separation pig, dewatering pig, sealing pig) possono essere sia in gomma che in acciaio e si usano in particolari situazioni, come la separazione di due o più prodotti durante un trasferimento, svuotamento dell'acqua di una condotta, ecc.
I pig intelligenti (intelligent pig - smart pig) sono apparecchiature che portano incorporati sensori e strumenti per il controllo dell'integrità della condotta. Tutti questi dispositivi avanzano nella condotta spinti dalla differenza di pressione che creano e dalla portata del fluido, ad una velocità dell'ordine di qualche m/sec.
POTERE CALORIFICO
Calorific (heating) value
Quantità di calore prodotta dalla combustione completa di un quantitativo unitario di combustibile, in peso o volume, in determinate condizioni di pressione e temperatura. A seconda dei paesi il potere calorifico viene espresso in kcal/Kg oppure in Btu/lb (libbra) e per i gas in kcal/Sm3 (standard metro cubo) oppure in Btu/cubic foot oppure joule/m3. Nella combustione si ha anche formazione di acqua (H2O). Se il calore latente di condensazione dell'H2O da vapore a liquido viene recuperato, si ha il potere calorifico superiore, altrimenti si ha il potere calorifico inferiore. Nel primo caso l'acqua si ritrova nei fumi sotto forma di goccioline, nel secondo caso sotto forma di vapore. Il potere calorifico è una proprietà fondamentale per la valutazione qualitativa dei combustibili.
PPM (Parti Per Milione)
ppm (Parts Per Million)
Misura della concentrazione di una sostanza estranea in un liquido o nell'aria (ad esempio la concentrazione di una sostanza tossica come l'H2S nell'aria). Sarebbe preferibile usare 10-6 anziché ppm. Si incontra anche ppb (parts per billion) con il significato di parti per miliardo (10-9) anche nei paesi in cui billion significa mille miliardi (1012).
PROTEZIONE CATODICA
cathodic protection
Protezione dalla corrosione di oleodotti, gasdotti, serbatoi, impianti, edifici, moli, ecc., mediante metodi elettrici.
Una tecnica anticorrosiva di una struttura metallica consiste nel renderla "catodica", ossia elettricamente negativa, mediante il collegamento ad una serie di anodi (di carbone o di materiale non ferroso) opportunamente collocati. La debole tensione che si stabilisce fra gli anodi e la struttura determina la formazione di una corrente elettrochimica che produce per corrosione il consumo degli anodi anziché della struttura da proteggere.
TELERISCALDAMENTO
Remote heating
Sistema di riscaldamento di un quartiere o di una città, che utilizza a distanza il calore prodotto da una centrale termica, da un impianto a cogenerazione o da una sorgente geotermica. In un sistema di teleriscaldamento il calore viene distribuito agli edifici tramite una rete di tubazioni in cui fluisce l'acqua calda o il vapore.